Anche gli ebook nel paniere ISTAT 2012

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Nel grande paniere Istat, accanto a mostri sacri del calibro di “Attrezzatura a motore da giardino” e “Articoli per fumatori”, anche i lettori di ebook avranno il loro spazio di considerazione.

E’ uno degli elementi della piccola rivoluzione tecnologica operata da ISTAT che ha incluso nel novero dei beni di riferimento per il 2012 anche Ultrabook e download di volumi digitali.

Non che la presenza in sè sia poi così indicativa di una ampia diffusione, considerato che nel paniere sono ancora inclusi beni che considerare di alto consumo appare quantomeno anacronistico…

Tuttavia appare chiaro come l’esser preso in considerazione in questo contesto sia ulteriore testimonianza dell’uscita degli e-reader dal contesto dei “gadget per appassionati” per divenire semplice elemento alternativo alla lettura su carta.

Anche la Feltrinelli vende ebook per Kindle

lafeltrinellionline 300x104 Anche la Feltrinelli vende ebook per Kindle

Ci sono scelte strategiche che convincono tutti, altre che lasciano perplessi i più.

In quest’ultima categoria rientra di certo la scelta compiuta tempo fa da Amazon di utilizzare un formato proprietario come strandard per i propri e-reader.

Questo ha attirato più critiche che elogi, non tanto per la resa tipografica del MOBI, quanto per le limitazioni connesse alla indissolubile coppia che forma con i lettori Kindle. Eppure il mercato, a volte, fornisce risposte inaspettate; il peso delle strade parallele percorse da Amazon in termini di lettura digitale (una su tutte e-reader a basso costo), ha modificato più di una volta la piega degli eventi verso la direzione voluta dalla casa di Seattle.

In quest’ottica è possibile leggere la decisione della Feltrinelli di vendere ebook anche per Kindle.

Buona notizia per i possessori di un lettore targato Amazon, visto che permette di rivolgersi, per l’acquisto di libri, a un altro grande rivenditore, ma spiazzante se si considera che il formato non è supportato dal Cybook Odissey, scelto dalla Feltrinelli come proprio lettore di punta….

Personalmente ribadisco che continuo a non condividere la limitazione di formato. E resta più una speranza che una possibilità concreta l’idea che nel momento in cui tutti vendessero in formato MOBI diminuirebbero drasticamente i motivi che portano i lettori Amazon a non supportare gli ePub.

Apple rivoluziona il settore Education

apple Event 19 gennaio1 Apple rivoluziona il settore Education

È da poco terminato l’evento Apple tenutosi a New York, riguardante il settore che ha subito meno l’arrivo dei computer: quello dell’educazione.

È stata subito smentita la voce che voleva la presentazione dell’iPad 3, ma, seppur indirettamente, il tablet di casa Apple è stato il protagonista incontrastabile della giornata.

textbooks Apple rivoluziona il settore Education

Il palco l’ha diviso solamente con Phil Schiller, che ha presentato un sistema rivoluzionario per studiare nelle università e non solo: iBooks 2, con i suoi nuovi textbooks, libri interattivi con grafica e video sorprendenti in 3D .

apple education liveblog2585 Apple rivoluziona il settore Education

Inoltre, sempre in giornata, è stato presentato un programma con il quale creare questi ebooks interattivi, per ora disponibile solo su Mac OS X , nel perfetto stile “chiuso” al quale Apple negli anni ci ha abituato. Grazie alla semplicità ed alla intuitività, almeno si dice, pubblicare un libro di testo non è mai stato così facile e divertente.

Dobbiamo crederci? Beh,chi ha un Mac può già sperimentarlo di per sé, scaricando gratuitamente l’app “Ibooks Author”, reperibile dal Mac App Store.
ibooksauthor keynote image Apple rivoluziona il settore Education
Per chi volesse provare invece i nuovi textbooks bisogna scaricarli dall’Ibook Store. Per ora dobbiamo accontentarci di un solo libro, peraltro in inglese ed in versione di prova gratuita, che però rende perfettamente l’idea della metamorfosi che quasi sicuramente  caratterizzerà le scuole, perlomeno quelle americane, negli anni a seguire, ed il suo nome è Life on Earth.

E il prezzo? A questo ci pensa Apple, promettendo che  oscillerà tra i 4,99$ ed i 14,99$, senza oltrepassare questo limite.

E voi, invece, come la pensate?

Vorreste studiare sull’innovativo iPad o tenervi stretti i vostri libri cartacei? Oppure lo schermo in bianco e nero dei vostri amati eReader? Fate valere la vostra attraverso i commenti.

Settecentomila in fuga dalla lettura… verso dove?

urlo 300x273 Settecentomila in fuga dalla lettura... verso dove?

Secondo un recente articolo pubblicato su repubblica.it, il 2011 sarebbe stato, testuale, “l’anno nero del libro” per “la grande fuga dei settecentomila”.

I settecentomila cui ci si riferisce, sarebberograndi lettori” (coloro che dichiarano di leggere, in media, più di un libro al mese) i quali, intervistati dall’ISTAT, hanno affermato di non aver “letto un libro” durante tutto lo scorso anno.

Un bel numero che, secondo Repubblica, potrebbe minare il già fragile mercato editoriale italiano.

Ma è possibile?

Da affamati di libri a disinteressati totali?

Continuando la lettura, si comprende che il libro cui si fa riferimento è esclusivamente di natura cartacea, con un sottile sottinteso alla natura “elettronico/piratesca” dell’oggetto cui si sarebbe rivolta l’attenzione dei disertori.

Emblematica, infatti, l’affermazione di Giovanni Peresson, responsabile dell’ Ufficio Studi dell’ Associazione degli Editori, che intervistato in proposito sostiene: «Viene da osservare la curiosa vicinanza tra i 400mila ereader che si dicono presenti sul mercato italiano e i settecentomila lettori in meno che riscontriamo dai dati Istat»

Eggià curiosa…

Ma il top si raggiunge con l’estratto:

“Questa ipotesi implicherebbe che alla domanda dell’ Istat – «Ha letto almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti?» – settecentomila persone abbiano risposto: «No, perché ho letto solo e-book». A questo punto la questione si fa ancora più preoccupante: non si sono persi lettori, ma la duttilità mentale di chi risponde.”

Tralasciando la mancanza di qualsiasi logica statistica in questa affermazione, nel 2010 eravamo pieni di lettori “duttili” ma è bastato un anno e l’acquisto di un e-reader per far perdere la duttilità?

O erano poco duttili anche in precedenza ma, non avendo un e-reader, non potevano darne prova?

…vivaddio, dopo si aggiunge…

“O forse è inadeguata la domanda dell’ Istat, che non tiene conto dei cambiamenti nella lettura”…ah, ecco…

Qui, ancora si confonde il mezzo con l’oggetto.

Leggere è leggere, elettronico o carta che sia.

Prima di dar seguito alle lamentele: quanti sono gli editori in Italia che, oggi, forniscono un catalogo elettronico adeguato alle richieste di mercato?

Quanti dei titoli più attesi (emblematico il caso de ‘I guerrieri del ghiaccio” di Geroge Martin di cui abbiamo già parlato) sono stati resi disponibilil in versione ebook?

Insisto col dire che, a mio parere, il lettore digitale “medio” preferisca acquistare che scaricare la versione pirata.

Sarebbe il caso di fermarsi un’attimo a riflettere su questi elementi e fare un po’ di autocritica, prima di stracciarsi le vesti urlando che la fine è vicina…

I prezzi degli eBook

crescono le vendite di ebook e ereader I prezzi degli eBook

Ci è voluto quasi un anno, ma finalmente, oltre ad avere un catalogo di tutto rispetto, gli ebook italiani iniziano a costare in maniera sensibilmente inferiore rispetto ai corrispettivi cartacei.

Le grandi catene librarie dedicano un intero scaffale al nuovo best seller di Murakami Haruki: 1Q84. Chi lo preleva da essi deve pagarlo ben 20€, contro i 10 euro della versione elettronica. Anche l’epub del nuovo romanzo di Christopher Paolini costa 10 euro in meno rispetto alla versione cartacea: 24 euro contro 13,99. Riduzioni di questo genere sembrano riguardare tutte le nuove uscite, vedi ad esempio il libro rivelazione di Marcello Simoni “Il mercante dei libri maledetti” (4,99€ contro 9,90€).

Interessante il differenziarsi del prezzo in base al formato scelto: “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco costa 7 euro in versione pdf e 9 euro in versione epub (la versione cartacea ne costa 14).

Si moltiplicano, poi, le offerte di istant book gratuti. Recentemente il Corriere della Sera ha pubblicato “Steve Jobs, Stay Hungry, Stay Foolish” , mentre il Sole24OreGli anni di Berlusconi”. Sembra che l’intero gruppo RCS punti molto a sfruttare questa nuova tecnologia, tanto che la sua libreria on-line (LibreriaRizzoli.it) ha proposto, negli scorsi mesi, una serie continua di sconti sui propri ebook.

Proprio il Corriere della Sera ha segnalato per primo che il nuovo racconto di Stephen King, “Miglio 81”, è uscito in Italia solo in formato digitale.

Segnalo infine che, con l’arrivo degli ebook su Amazon.it, è ora possibile scaricare direttamente sul nostro Kindle l’anteprima di tutti gli ebook italiani, anteprima che, quasi sempre, è molto corposa; uno strumento utilissimo per la scelta di un libro.

Insomma, il mercato degli ebook reader sembra aver finalmente aver ingranato anche in Italia e per chi cercasse ulteriori riscontri vi invito a leggere l’analisi fatta qualche settimana fa da Alessandro su questo sito.

[Update] Addio alla ‘Legge Levi’?

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L’ultima bozza del ‘Decreto sulle liberalizzazioni‘ presentata dal Governo Monti nei giorni scorsi (riportata oggi dal quotidiano on-line Leggi Oggi e ripresa dall’Avv. Marco Scialdone) all’art. 2, c° 1 – titolato ‘Libertà di praticare sconti‘ – prevede che:

Fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145 e al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146, in materia di pratiche commerciali scorrette e di pubblicità ingannevole e comparativa, gli articoli 2 e 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 e gli art. 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entità delle riduzioni.

Potrebbe essere questo il colpo deciso per l’abrogazione della “Legge Levi” (la c.d. norma Anti-Amazon) approvata in maniera definitiva dal Senato il 20 luglio e operativa dal 1° settembre 2011. Come vi ricorderete questa norma prevede un limite del 15% su eventuali sconti sul prezzo dei libri (anche on-line). Qui potete trovare l’intervista che KindleItalia.com aveva realizzato all’On. Ricardo Franco Levi (PD).

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[UPDATE 19/01/12]

Grazie a Leggi Oggi ho potuto leggere l’aggiornamento della bozza (al 18 gennaio 2012) del noto ‘Decreto sulle liberalizzazioni‘.

Bene (anzi male) vi dico subito che l’art. 2, c° 1 – titolato ‘Libertà di praticare sconti‘ (presente nella precedente bozza) è stato sostituito da un generico – ‘Semplificazione e liberalizzazione di alcune modalità di promozione commerciale‘.

1. Le vendite abbinate promozionali di prodotti di diverse tipologie sono ammesse a condizione che siano realizzate nel rispetto delle disposizioni relative ai requisiti necessari per la vendita dei singoli prodotti e fornendo ai consumatori informazioni anche relativamente al peso ed al prezzo unitario dei singoli prodotti. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti di natura non regolamentare, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate appropriate modalità semplificate di informazione ai consumatori.

Al momento la legge Levi torna totalmente in gioco! Non ci resta che confidare nel testo definitivo del decreto…

Difficoltà con il DRM? Non c’è problema…

smile1 296x300 Difficoltà con il DRM? Non cè problema...

Per un neofita, districarsi nella selva delle protezioni ebook non è certo semplice.

Ho un libro protetto da DRM… come faccio a leggerlo? Di cosa ho bisogno? Non è detto che la risposta debba essere un serioso (o addirittura noioso) tutorial…molto più gradevole, e forse più utile, un filmato che fornisca le informazioni essenziali in una veste spiritosa e divertente! icon smile Difficoltà con il DRM? Non cè problema...

 

 

Mirasol finalmente sul mercato

belieberdsc00473mat800 Mirasol finalmente sul mercato

Li avevamo persi di vista, e qualcuno aveva anche perso la speranza di vederli un giorno sul mercato, gli schermi Mirasol – una tecnologia concorrente a quella E Ink dei nostri Kindle. Sembravano una proposta interessante: tecnologia a basso consumo energetico, ma invece di un deprimente bianco/nero splendidi colori. L’entusiasmo si era spento visto che ogni anno la Qualcomm, l’azienda produttrice, annunciava che dal successivo avrebbe commercializzato il prodotto, senza mai mantenere le sue promesse. Pensate: gli schermi Mirasol sono stati associati già al Kindle 3, e poi, ovviamente, e più timidamente, al Kindle 4. Per molti sembrava un progetto morto e l’avvento degli schermi E Ink a colori (Triton) supportava questa ipotesi.

Lo scorso anno la Qualcomm si è trattenuta dal fare annunci e, inaspettatamente, quest’anno potremo vedere finalmente il primo ereader con schermo Mirasol. Solo in Cina, però. Infatti, sarà l’Hanvon, l’azienda cinese che fu anche la prima a commercializzare l’E Ink Triton, a mettere in vendita un modello denominato “C-18” a partire da febbraio. Le piccole dimensioni dello schermo (5,7 pollici) sembrano essere dovute proprio alla difficoltà degli schermi Mirasol di funzionare su superfici più grandi (tutti i prototipi presentati dalla Qualcomm erano su schermi da 5 pollici). Per il resto il dispositivo sarà molto più simile a un tablet che a un ereader: avrà un processore di un giga, una risoluzione di 1024 x 768, e avrà come sistema operativo una versione personalizzata di Android 2.3.

Purtroppo non sono state rilasciate informazioni sul prezzo del dispositivo. È presente invece un filmato che ne mostra il funzionamento: il colore sembra molto più vivo e realistico rispetto a quello del suo concorrente E Ink Triton.

Proprio questa valutazione ci porta a una considerazione finale: visto l’azienda che ha deciso di commercializzare il prodotto, l’Hanvon, la quale aveva già immesso sul mercato un prodotto innovativo ma non esente da difetti (il Triton; tanto è vero che nessun altro, fatta eccezione per una azienda ucraina, ha deciso di utilizzarlo a un anno di distanza), c’è da aspettarsi che anche questa tecnologia Mirasol sia ancora da mettere appunto. Quello che è certo è che, a breve, non la vedremo sul mercato europeo e americano.

trans Mirasol finalmente sul mercato

Intervista a Francesco Dimitri, autore Kindle Direct Publishing

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Ho avuto il piacere di avere uno scambio email con Francesco Dimitri, in qualità di autore auto-prodotto di Pan, libro Fantasy disponibile sull’Amazon Store. Poche presentazioni, lasciamo direttamente spazio alle sue parole. Per qualsiasi domanda all’autore potete utilizzare, senza alcun problema, i commenti in fondo all’articolo.

- Ciao Francesco, potresti, in poche righe, parlare di te e di quello che fai?
Scrivo libri, fumetti (da poco), ho scritto giochi di ruolo, e scrivo contenuti per il web. Ho fatto sia fiction che nonfiction – e non sono sicuro che ci sia una grande differenza tra le due cose.

- Da quanto hai un Kindle e come giudichi l’esperienza in qualità di lettore? Che cosa apprezzi in modo particolare del dispositivo Kindle e del mondo Amazon?

Ho un kindle da un paio d’anni, e ho quasi smesso di comprare paperback: in tutto credo di comprare, a occhio, un 40% di libri cartacei in meno ogni anno. I difensori a oltranza della carta parlano di continuo di odori e sensazioni tattili, come se fossero tutti lettori di manoscritti miniati. Ma la verità è che il 99% dei libri sono stampati su carta economica e odorano di piccolo chimico. Io continuo a comprare belle edizioni, ma l’ebook vince a mani basse su tutte le altre.

Discorso Amazon: ha inventato un sistema di distribuzione che funziona benissimo, e ha praticamente da sola creato da zero il mercato degli ebook. Ha dimostrato coraggio e capacità d’iniziativa, scommettendo in un campo che tutti, tutti, compresi molti di quelli che adesso concionano, consideravano un vicolo cieco. Però ora mi piacerebbe veder comparire qualche serio competitor: i mercati con un solo attore sono pericolosi. Pare che Waterstone’s abbia qualcosa che bolle in pentola, e sono curioso di vedere cos’è.

- Cambiamo punto di vista: come è stato l’approccio di Francesco, in qualità di autore, al mondo Kindle? Perchè hai pensato che Kindle potesse rappresentare per te anche un’idea di business?

Perchè è un diverso modo di distribuire storie. Noi diamo per scontato che la narrativa sia legata alla forma-romanzo, e la forma-romanzo al libro cartaceo: ma il libro cartaceo è una tecnologia relativamente recente, e il romanzo, come forma narrativa, lo è ancora di più. Per millenni gli uomini si sono raccontati storie senza avere nè libri nè romanzi – ed erano storie portentose, che ancora oggi ricordiamo. Io sono uno storyteller per professione, e mi interessa capire in che modo la mia professione sta cambiando.

Per quanto riguarda Pan, c’erano alcune cose, nel rapporto con l’editore, che non mi avevano lasciato per niente contento. E quando ho visto comparire una nuova opportunità ho detto “Ok, proviamoci. Esploriamo.”

- Una volta che hai avuto l’idea, quanto è stato difficile procedere con la pubblicazione dal punto di vista tecnico? Potresti parlarci un pò di come hai affrontato il processo di pubblicazione?

Io vivo negli UK, quindi originariamente ho messo Pan in vendita sul mercato di qui. Ci è voluto davvero poco: un po’ di pazienza per formattare alcuni dettagli del testo, e poi un software per Mac che si chiama Legend Maker e costa meno di trenta sterline. Fine. Dopodichè, pubblicare su Kindle store è stata letteralmente questione di un attimo.

La cosa più difficile è stata stabilire il prezzo. Il mio scopo non era certo diventare miliardario – anche perchè Pan era un libro ormai vecchio di anni, che era già stato pubblicato e aveva avuto una sua forte vita editoriale. Ho settato il prezzo più basso che riuscissi a settare, e una volta aperto il kindle store italiano, l’ho portato a 99 centesimi fissi.

Altri direbbero (e hanno detto) che è un modo per buttarsi via. A me sembra un modo per raggiungere quanti più lettori possibili, dimostrare loro che possono fidarsi di me. Che possono avvicinarsi al mio fuoco di bivacco, perchè ho davvero storie da raccontare.

- Completata la tua fatica “tecnica, hai pubblicato il libro sullo store online di Amazon. Che risultati hai ottenuto in termini di vendite e di interessamento generale ai tuoi lavori?

Splendido. Pan è stato spesso in cima alla classifica fantasy del Kindle store, e anche quando non lo è, resta sempre in zone molto alte (attualmente su Amazon è 12esimo in classifica Fantasy e 575 tra tutti i libri a pagamento, ndr). Il che, per un libro vecchio di ormai quattro anni, è praticamente un miracolo. Sta portando lettori nuovi, sta portando interesse. In termini numerici il mercato complessivo degli ebook, in Italia, è ancora molto piccolo, ma cresce letteralmente a vista d’occhio. E mi fa piacere che Pan sia uno degli attori in questa crescita.

Da parte degli addetti ai lavori, invece, c’è stato un silenzio di tomba, con pochissime eccezioni. Il che è strano: insomma, non capita spesso che un autore professionista auto-produca qualcosa e la metta a 99 centesimi su uno store. Non voglio dire che ci sia un complotto del silenzio, intendiamoci. Solo, mi pare sia un piccolo segno di quanto indietro siano tanti ‘addetti ai lavori’ rispetto al mondo in cui viviamo.

- Provocazione finale: pensi che il tuo lavoro di scrittore possa essere completamente sganciato da un editore e, quindi, tu possa essere completamente autonomo e diventare editore di te stesso?

Sinceramente? No. A parte i miei problemi con Marsilio, e con tanti ‘addetti ai lavori’, ho incontrato molta gente splendida, in editoria. E il lavoro degli editori è fondamentale, perchè selezionano le storie, le aiutano a crescere. Il confronto con gli editor è importantissimo, e lo è anche il confronto con altri aspetti della macchina editoriale: per dire, io non ho tempo per fare la promozione feroce che serve a un ‘vero’ autore autoprodotto, e quindi mi serve un ufficio stampa. Non riesco neanche ad aggiornare regolarmente il mio blog!

Credo però che il ruolo degli editori debba cambiare, e molto. A partire da un punto basilare: in Italia gli autori non sono granchè rispettati. Una cosa che spesso, spessissimo, ci sentiamo dire è che siamo tutti rimpiazzabili: l’editore può pubblicare chi vuole, e devi solo ringraziare se vuole pubblicare te. Ecco, questo non è vero. Fare lo scrittore è una professione come un’altra, e come in ogni altra professione, non è vero che chiunque possa farlo, e non è vero che tutti lo fanno allo stesso livello.

Finchè l’editore, possibilmente grosso, era l’unico modo per arrivare al pubblico, tutto questo era difeso con la forza. Perchè, se c’erano tre libri, ed entravi in libreria e trovavi solo quelli, certo che ne compravi uno – e quindi l’editore poteva dire ‘visto? ho ragione! ‘

Adesso il gioco sta cambiando, e gli editori devono capire in fretta (mesi, non anni) come cambiare con il gioco. Adesso puoi facilmente arrivare in store internazionali, con pochi euro di investimento iniziale. Il che porta in questi store una mare di paccottiglia, ma… anche qualche perla.

Gli editori che sapranno adattarsi svolgeranno una funzione ancora più importante che in passato. Non solo di selezione e di promozione, ma anche di aiuto creativo.

Gli altri affonderanno in fretta. O questo mi auguro.

I bambini preferiscono gli ebook

Ebook 300x218 I bambini preferiscono gli ebook

A ciascuno giudicare se quella che segue sia una buona notizia o meno…

Davanti alla possibilità di scegliere se leggere un e-book o un libro stampato, i bambini preferiscono gli e-book.
E’ questo il risultato di uno studio condotto negli USA dal Joan Ganz Cooney Center su un campione di ventiquattro (!) famiglie.
In realtà i risultati di cui stiamo parlando non sono frutto di una ricerca approfondita (è il campione stesso a rivelarlo) si tratta, piuttosto, di un “Quick study” condotto su un base ridotta e le cui evidenze sarebbero preliminari a una indagine su un campione decisamente più ampio.

Eppure il Joan Ganz Cooney Center si spinge oltre affermando che la lettura da ebook renderebbe l’apprendimento più rapido rispetto alla carta stampata e darebbe migliori risultati.

Che sia vero o meno, i genitori statunitensi non sono poi così propensi a fornire device elettronici per la lettura dei propri bimbi, tant’è che, sempre riferendosi al mercato USA,  il 7,4% circa di libri per bambini (esclusi titoli per ragazzi) venduti nei primi tre trimestri del 2011 è stato acquistato in formato digitale contro il 13,5% in tutti i segmenti editoriali per lo stesso periodo.
I dati sono forniti da Bowker, società che segue l’evoluzione dell’industria editoriale statunitense.

Secondo Kelly Gallagher, vice presidente dei servizi editoriale di Bowker, l’adozione del digitale per i libri per bambini è stata più lenta di quanto non sia per altri tipi di libri. “Questo,” sostiene Gallagher “è legato al fatto che la attuale tecnologia non è capace di fornire pienamente l’esperienza del cartaceo come avviene, invece, con la narrativa per adulti”
Nonostante questo, Gallagher prevede che quota di testi digitali nell’editoria per bambini potrebbe raddoppiare già nel 2012 raggiungendo il 15%

Sarà un bene? Aiuterà i bimbi ad apprendere meglio e più in fretta?

Senza scadere nel luddismo, e come mia personalissima opinione, nutro qualche perplessità di fronte all’aspetto meno “riflessivo” che può essere legato alla più rapida (e interattiva, lo ammetto) fruizione da dispositivo elettronico.

Certo, frenare la rivoluzione digitale non è nè plausibile nè auspicabile.

Ma evitare di darle un’accelerata, spingendo una valanga già in corsa, potrebbe non essere una cattiva idea.